Quella sera, riuniti attorno a una pizza unta e a un tè tiepido, ci siamo confrontati con quella fragile onestà che le famiglie evitano finché non sono costrette a farlo. Non eravamo uniti nei nostri sentimenti, ma eravamo uniti nell’affrontare la situazione insieme.
Man mano che lo shock si attenuava, lasciava dietro di sé qualcosa di più solido: la consapevolezza che la nostra famiglia era sempre stata imperfetta e che l’amore l’aveva tenuta unita nonostante le crepe nascoste.
E ora, con tutto alla luce, quello stesso amore era ancora lì: silenzioso, complesso e abbastanza forte da sostenerci.